Cos'è l'apprendistato professionalizzante
L’apprendistato professionalizzante è un contratto a tempo indeterminato con un costo azienda più basso, obblighi di formazione con tutor aziendali (da riportare in un piano formativo) e la trasformazione automatica in un normale contratto a tempo indeterminato al termine del periodo di formazione (di solito, massimo 3 anni). Leggi il nostro articolo per saperne di più su come funziona l'apprendistato.
Come fare formazione all’apprendista
Il contratto di apprendistato si basa sulla formazione. Hai bisogno di ricoprire una certa posizione in azienda e:
assumi un apprendista che dovrà arrivare a coprire un ruolo finale
lo formi per tot. anni (la durata può variare anche a seconda delle competenze di partenza)
al termine della formazione avrai una risorsa preparata ad hoc direttamente in azienda
Nello specifico, devi far fare all’apprendista 2 tipi di formazione:
formazione in azienda (”professionalizzante”) che prevede:
una parte teorica: si focalizza su aspetti tecnici, normativi o legati alla sicurezza sul lavoro
una parte pratica ("on the job"): prevede l’affiancamento a un tutor aziendale che insegna all'apprendista le competenze operative specifiche della mansione
formazione "di base e trasversale":
è un tipo di formazione che viene fatta fuori dall'azienda, tramite enti esterni accreditati dalla Regione;
serve a far acquisire competenze generali, a prescindere dal settore di riferimento (es; sicurezza sul lavoro, competenze digitali, una lingua straniera). È sempre obbligatoria, anche se nel pratico l'apprendista magari ha già quelle competenze
di solito questi corsi devi pagarli tu (capita solo a volte che la Regione abbia fondi sufficienti per finanziare interamente i corsi)
E se la Regione non offre corsi di formazione?
Purtroppo, non c’è uniformità tra le Regioni nel gestire la formazione, quindi dipende molto da dove si trova la tua azienda. In genere funziona così:
Quando assumi un apprendista, entro 45 giorni dall’assunzione la Regione ti dovrebbe mandare una comunicazione con cui in sostanza ti dice “hai assunto un apprendista e ora lo devi formare”, di solito insieme ad un catalogo dell’offerta formativa in Regione
se la Regione ha mandato la comunicazione, l'azienda dovrà sempre far fare formazione esterna all'apprendista, anche a proprie spese
se, invece, la Regione non notifica nulla e non indica l'offerta formativa pubblica, è sufficiente la formazione dell'apprendista on the job
L’apprendista può lavorare in smartworking?
L'apprendista può lavorare in smart working, a 2 condizioni: devi garantire che possa fare anche da remoto la formazione (es. quando l’apprendista è in smart, il tutor dovrà monitorare il suo lavoro con call/meeting) e a condizione che sia permesso dalla Regione
In ogni caso, l’apprendista dovrà svolgere in sede la maggior parte dell’apprendistato
Attenzione! La possibilità di svolgere l'apprendistato in smart working può variare da regione a regione e dal tipo di mansioni da svolgere. Verifica sempre con il tuo consulente la fattibilità.
Il piano formativo: cosa deve contenere
Ogni apprendista deve avere un piano formativo, personalizzato e dettagliato, che deve tenere conto delle competenze iniziali dell'apprendista e degli obiettivi formativi da raggiungere
Il livello di preparazione iniziale e il titolo di studi dell'apprendista incidono significativamente sul tipo di formazione da erogare, soprattutto quella esterna all'azienda. Ad esempio, la formazione esterna sono 120 ore nel triennio, ma, se l’apprendista ha il diploma, le ore diventano 80 e, se ha la laurea, diventano 40
Il piano formativo deve contenere:
i dati aziendali, dell'apprendista (compreso il titolo di studio) e del tutor (compresi gli anni di esperienza)
il progetto formativo vero e proprio che riporti, per ogni attività indicata, quante ore saranno dedicate alla teoria e quante alla pratica. Deve essere unico e riportare tutta la formazione dell’intero periodo (es. se la formazione durerà 3 anni, il piano formativo deve prevedere la formazione per tutti e 3 gli anni).
Libretto o registro formativo
Ogni apprendista deve avere anche un libretto (o registro) formativo, che è un registro in cui apprendista e tutor tengono traccia delle ore di formazione fatte. Deve contenere:
i dati dell’apprendista, del tutor e dell’azienda
la sede operativa dove viene svolto l’apprendistato
gli obiettivi formativi a fianco ai quali dovranno essere riportate:
il numero di ore svolte
le date di svolgimento della formazione
le firme di tutor e apprendista
Al termine della formazione, per ogni anno di apprendistato, il libretto dovrà essere sottoscritto da tutor e legale rappresentante dell’azienda.
Rischi e sanzioni
Se non formi l’apprendista e non puoi più recuperare (ad es: perché mancano troppe ore di formazione e sei alla fine dell’apprendistato), succedono le seguenti cose:
conversione automatica del contratto da apprendistato a indeterminato
una sanzione pari al doppio del risparmio sui contributi che hai avuto grazie all’apprendistato. Ad esempio, nel caso di apprendista con RAL finale di 30k, la sanzione è di circa 28k
È prevista poi una sanzione amministrativa da 100 a 600€ in caso di altre irregolarità quali:
mancata nomina del tutor
assenza del contratto in forma scritta
assenza del PFI (Piano Formativo Individuale)